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I borghi italiani questi sconosciuti

Dopo tanto parlare di Borghi siamo al punto di partenza o quasi. Ormai tutti parlano di borghi, tutti si scatenano a fare proposte sui borghi, tutti pensano ai borghi come alla soluzione dei mali dell’Italia, ecc. Tutti. Troppi. L’ esigenza iniziale di Borghi più belli italiani e sopratutto di Borghi Autentici d’italia, con accenti e proposte diverse,  di mettere al centro di proposte di rigenerazione e di sviluppo i piccoli borghi si sta vanificando perchè il fenomeno è diventato di moda e perchè la politica è sorda più che mai. Sono nate, nel frattempo, una miriadi di sigle, a carattere nazionale, regionale e pure provinciale, che fanno più o meno lo stesso. Il governo ha lanciato il 2017 “l’anno dei borghi” creando più problemi che soluzioni. Per entrare nel dettaglio quasi nessun progetto è diventato punto di riferimento da replicare sul territorio nazionale e farlo diventare esempio di rinascita vera. Solo pezzettini di progetti approvati qua e là, che non danno il senso del cambiamento. La politica italiana, come al solito, è stata incapace di elaborare, sulla scorta delle proposte delle associazioni che si occupano da anni di questo fenomeno, un vero progetto di sviluppo fatto di scelte serie, ponderate, a lungo termine e con finanziamenti adeguati. Si è preferito, tornando alla primissima repubblica, piccoli ed inutili finanziamenti a pioggia che hanno un solo scopo, la riproduzione del consenso personale del politico di turno.  Eppure sappiamo che i borghi sono un obiettivo di vita temporanea o permanente di molte persone che non vivono più bene nelle grandi città, o di persone che nei borghi ci vivono da tempo. Il problema sono i servizi di prima necessità, a cominciare da quelli sanitari, scolastici e culturali. Il Governo nazionale ed il Parlamento piuttosto che elaborare inutili proposte per inutili accorpamenti, farebbero bene a mettere soldi su proposte razionali e fattibili come ad esempio strutture di presidi sanitari, scolastici e culturali per zone omogenee seppur interregionali o interprovinciali e per blocchi di popolazione tra 10 e 20 mila abitanti. Sembra semplice, ma non per la nostra politichetta fatta di ignoranza e arroganza clientelare. Per il turismo basterebbero un pò di seri quattrini, magari recuperando quelli europei che non si riescono a spendere per incuria amministrativa, per alcuni progetti che le associazioni dei borghi portano avanti da anni, come ad esempio il recupero di residenze semi abbandonate in centri storici di livello, autentici ed identitari.  Basterebbe prendere a riferimento i progetti strategici di Borghi Autentici d’Italia per rilanciare a nuova vita preziosi borghi e territori nazionali. E pensare che molti indicatori della domanda del turismo interno ed internazionale portano ai borghi alla loro storia, cultura, enogastronomia, qualità della vita. Il problema è che molti dei nostri politici non leggono.

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